Il battesimo Jedi

A differenza di altri precetti, che chi crede nel Jedismo dovrebbe seguire, quello del battesimo è il più importante e significativo.

Questo perché a differenza di matrimoni e funerali (che alcuni ordini Jedi consacrano con degli attestati e delle cerimonie) il battesimo segna “la nascita nella Forza”.

Attualmente non esiste una vera e propria cerimonia per consacrare “la nascita nella Forza”, c’è più che altro un sentiero significativo da seguire e protrarre per prendere consapevolezza del fatto che i nostri figli non appartengono realmente a noi se non dopo (ovviamente) la nascita.

La differenza però tra quello che si può chiamare “battesimo Jedi” e le altre forme di espressione religiosa degli eventi importanti che segnano la vita umana (o più semplicemente le altre forme di “battesimo” di altre religioni) è che non si festeggia (o non si dovrebbe festeggiare) la nascita di una persona il giorno del parto della madre della persona, ma il giorno in cui entrambi i genitori concepiscono un figlio (e quindi la persona in questione).

Questo che si può chiamare precetto Jedi ha lo scopo di ricordare che (come detto prima) “la nascita nella Forza” segna il passaggio da ciò che è “indefinito nella Forza” a ciò che lo è.

Noi cominciamo a vivere nell’istante del concepimento.

A parte questo atto di consapevolezza non è richiesto altro, inoltre un precetto è un precetto se condiviso in una comunità.

Il consiglio è semplicemente di festeggiare i compleanni aggiungendo i giorni di gestazione (quindi circa nove mesi) e in maniera più precisa fino a risalire al giorno del concepimento (se è possibile).

Ovviamente per chi non crede nel Jedismo (o in questo precetto) o per chi ha esigenze legali la data di nascita rimane immutata.