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potentium

In questo articolo scriverò del “potentium”.

Come detto in vecchi articoli, i Jedi vivono nella Forza degli apporti naturali, mentre i Sith vivono nella Forza di apporti artificiali,  i “grigi” invece vivono del potentuim e nel potentium.

Il potentium è un concetto eretico sia per i Jedi che per i Sith.

I grigi cercano di mettere armonia nel caos, fanno questo senza rispettare i dettami della Forza e le opportunità che vengono (per Jedi e Sith) dagli apporti.

Fanno questo diventando essi stessi degli apporti (si potrebbe dire sostituendosi alla Forza).

Non fanno questo in maniera disorganizzata, anzi.

E’ difficile spiegare cosa è il potentium, è più facile fare un esempio/analogia.

Se abbiamo a disposizione uno specchio d’acqua stagnante possiamo interagire con essa in diversi modi.

La Forza è quella energia che deriva dalle vibrazioni che lo specchio d’acqua subisce.

Il potentium equivale a buttare un sasso nell’acqua.

Si creano delle forti increspature sulla superficie dell’acqua quindi la Forza ne acquista per alcuni versi.

Il potentium a differenza della Forza non esaurisce il suo effetto, ma interagisce nel tempo.

I Jedi percepiscono le vibrazioni della Forza ma hanno bisogno di pace assoluta.

I Sith sfruttano la Forza per i propri fini.

I grigi infine seguono le loro leggi ignorando la Forza.

CPS

 

ci occupiamo della gestione dei rifugiati  da dieci anni, in ruoli diversi, e dal 2011 in particolare erogo formazione come agente cps  su diverse tematiche, tra cui quelle inerenti ambiente nuove tecnologie, il posto dove siamo situati  si chiama città dei ragazzi che si trova a Torino vicino a sassi superga.

L’Orto dei Ragazzi rappresentava la componente agricola della cooperativa sociale “Uno di Due” nata nel 2011 dalla fusione del progetto agricolo dell’Orto, con quello di sartoria Papily Factory. Ci troviamo a Torino sulla collina di Superga, a poca distanza dal Po, dove l’Orto dei Ragazzi opera da oltre cinquant’anni accogliendo giovani in difficoltà. Negli ultimi anni con la crescita del fenomeno immigratorio, l’Orto si è focalizzato sull’ospitalità di migranti, profughi e rifugiati politici, negli ultimi mesi con noi collabora il gruppo chiamato Groupe DCPJ. Il City Protection Services (in italiano letteralmente: Servizi di protezione della città, noto con la sigla CPS) è un’agenzia di spionaggio  e gestione rifugiati  ente civile del governo federale degli Stati Uniti d’America che rivolge le sue attività all’estero.
Il compito principale della CPS consiste nell’ottenere e analizzare le informazioni riguardanti la sicurezza nazionale provenienti da tutto il mondo e soprattutto da rapporti interpersonali (HUMINT), se necessario organizzando operazioni militari sotto copertura in territorio straniero. Essendo una delle agenzie principali della US Intelligence Community (IC),i CPS fa rapporto al direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI) ed è soprattutto impegnata a comunicare i risultati delle sue attività al presidente degli Stati Uniti d’America e al suo Gabinetto.Oggi è il 11° anniversario della denominazione della nostra sede.

In onore del ruolo unico del presidente Obama nella storia dei CPS.Il presidente Obama è l’unico ex direttore dei CPS per diventare presidente degli Stati Uniti.Il Ministero dell’interno sezione cpsitalia per  lagestione dei rifugiati è un dicastero del governo italiano che ha competenza sull’ordine pubblico in quanto autorità nazionale di pubblica sicurezza di vertice in Italia.

FOTO DEL VIAGGIO IN VENEZUELA GRUPPO AGENTI CPS

paradigma

In questo articolo illustrerò l’origine del Jedismo.

Ci sono due concetti da seguire contemporaneamente e sono sul pensiero e sul “campo di azione”.

E’ mia opinione che il pensiero Jedista debba essere non scientifico.

Il Jedismo è cosmogonico.

Se bene la cosmogonia riguardi l’universo e cioè una cosa concreta e non astratta, c’è nell’universo qualcosa che non può essere scientificamente accettato, e mi riferisco all’infinità dell’universo.

Per accettare un concetto come l’infinito non ci si può affidare alla visione degli scienziati che hanno un pensiero razionale, ma ci si deve pragmaticamente affidare al pensiero filosofico, quindi al raziocinio.

La differenza fra raziocinio e il concetto di razionale è sottile ma esiste, cosi come è differente la materia degli scienziati e la filosofia.

Altri concetti simili (di cui magari parleremo in seguito) sono oggettività e soggettività, induzione e deduzione.

Quindi sciolto il presupposto che il Jedismo debba muoversi perlomeno in ambito filosofico, ora permettetemi di allungare un po’ il discorso e guardare al futuro.

Il Jedismo dovrebbe staccarsi dalla filosofia e diventare religione perché la religione crea concetti e parole che possono essere oscuri in un primo momento e assumere (dopo) significati più chiari.

Questo è anche quello che succede in chi crede nella Forza.

La Forza si manifesta in molti modi.

Queste manifestazioni possono essere denominate “apporti naturali” (per il lato chiaro della Forza).

I Jedi però non hanno un “manuale delle istruzioni” per sapere cosa fare e cosa non fare.

Molte cose sfuggono e altre invece diventano chiare solo alla fine.

Per concludere la logica del mondo non è quella di chi segue la religione “nel mondo ma non del mondo” noi siamo.

Fondamentalmente siamo tutti Sith

Tra le altre cose i Jedi seguono anche un’arte marziale.

Un Jedi non è un soldato ma un guardiano della pace, ma la pace a volte va difesa.

Quindi esiste una gerarchia Jedi.

I gradi più importanti della gerarchia Jedi sono lo youngling e il padawan.

Se non altro come importanza cronologica.

Non si può arrivare in alto ad una scala se non si comincia dal piccolo.

Considerando che il Jedismo è un credo molto recente gli youngling e i padawan

suppongo siano pochi.

Con questo articolo non voglio convincere nessuno ad un certo tipo di educazione, ma vorrei semplicemente evidenziare il fatto che le persone preparate sono poche.

Questo comporta una “disgiunzione” dalla Forza.

Le religioni (Jedismo incluso) hanno lo scopo di creare un’armonia spirituale, ma nel caso del Jedismo l’obbiettivo che secondo me bisognerebbe raggiungere per primo è l’eliminazione dei propri demoni.

Se non c’è la volontà di affrontare questo problema siamo tutti un po’ Sith.

Quindi eliminiamo i nostri demoni e non solo con il Jedismo ma con qualsiasi religione e credo.

Il battesimo Jedi

A differenza di altri precetti, che chi crede nel Jedismo dovrebbe seguire, quello del battesimo è il più importante e significativo.

Questo perché a differenza di matrimoni e funerali (che alcuni ordini Jedi consacrano con degli attestati e delle cerimonie) il battesimo segna “la nascita nella Forza”.

Attualmente non esiste una vera e propria cerimonia per consacrare “la nascita nella Forza”, c’è più che altro un sentiero significativo da seguire e protrarre per prendere consapevolezza del fatto che i nostri figli non appartengono realmente a noi se non dopo (ovviamente) la nascita.

La differenza però tra quello che si può chiamare “battesimo Jedi” e le altre forme di espressione religiosa degli eventi importanti che segnano la vita umana (o più semplicemente le altre forme di “battesimo” di altre religioni) è che non si festeggia (o non si dovrebbe festeggiare) la nascita di una persona il giorno del parto della madre della persona, ma il giorno in cui entrambi i genitori concepiscono un figlio (e quindi la persona in questione).

Questo che si può chiamare precetto Jedi ha lo scopo di ricordare che (come detto prima) “la nascita nella Forza” segna il passaggio da ciò che è “indefinito nella Forza” a ciò che lo è.

Noi cominciamo a vivere nell’istante del concepimento.

A parte questo atto di consapevolezza non è richiesto altro, inoltre un precetto è un precetto se condiviso in una comunità.

Il consiglio è semplicemente di festeggiare i compleanni aggiungendo i giorni di gestazione (quindi circa nove mesi) e in maniera più precisa fino a risalire al giorno del concepimento (se è possibile).

Ovviamente per chi non crede nel Jedismo (o in questo precetto) o per chi ha esigenze legali la data di nascita rimane immutata.

Missioni operative

Un Jedi non è ciò che si vede nei film di fantascienza,
ne un mero studioso come detto fino ad ora in questo sito (per cose come la religione, ecc.).
Il compito dello Jedi è anche di tipo “operativo”.
Considerando però il numero ridotto degli aderenti alla filosofia Jedi,
alla religione, allo studio e altro, le missioni operative sono minime.
Ora come ora c’è solo un tipo di operatività, chiamata operazione ETA (o SOS).
Il servizio operativo dei Jedi consiste nella ricerca di persone scomparse.
Se ci saranno delle richieste di aiuto per cercare una persona scomparsa,
la richiesta verrà esaminata e classificata.
In base alla classificazione il materiale informativo verrà archiviato
o assegnato ad un Jedi operativo.
Il servizio è gratuito,
ma essendo Unwiki una cosa cristallina bisogna dire che
la metodologia operativa di ricerca e altri dettagli sono un’esclusiva degli adepti Jedi.
In altre parole, il risultato (se dovesse esserci) non implica spiegazioni di alcun tipo,
ne tanto meno c’è un contratto da firmare o altre cose legali.
Naturalmente non ci sarà alcun ostacolo alle normali forze dell’ordine.
Questo nelle intenzioni.
Non sono previsti “danni collaterali”,
ma se dovessero esserci saranno i “Jedi Eta” a occuparsene.

Gerarchia Jedi (copia)

Sebbene il Jedismo sia antimilitarista si tratta pur sempre di un ordine con educazione di tipo marziale
il cui scopo è resistere al lato oscuro e all’occorrenza combattere la forza oscura.
In questo senso una gerarchia è utile per la disciplina.
I punti da focalizzare sono molti. In condizioni normali, al raggiungimento della maggiore età,
il grado più basso è quello di Jedi Grigio.
Dopo l’iniziazione si decide liberamente se continuare a seguire l’educazione Jedi o no.
In casi particolari un maestro può proporre l’iniziazione prima della maggiore età,
questo fa del minorenne uno studente (Youngling o Padawan) e non un Jedi.
L’indirizzo di studio viene scelto dai genitori e/o tutori in maniera diversa.
Lo studio può essere di tipo filosofico o di tipo disciplinare.
Lo Youngling svolge studi di tipo filosofico che restano tali
in mancanza dell’iniziazione o del raggiungimento della maggiore età.
Il Padawan svolge studi di tipo disciplinare,
che devono comunque essere consigliati da un maestro e svolti dopo l’iniziazione.
I Youngling di età inferiore ai dieci anni dovrebbero avere la priorità su altri per la selezione come Padawan.
L’iniziazione di uno Youngling (per diventare Jedi Grigio) và fatta dopo una decisione unanime dei genitori,
ed eventuali tutor Jedi o maestro Jedi e il diretto interessato.
Il raggiungimento della maggiore età non da’ allo Youngling la possibilità di decidere in maniera indipendente.
Il passaggio da Padawan a Jedi Grigio và fatto in maniera autonoma per decisione del diretto interessato,
(l’età consigliata è dai diciotto anni in su).
Questa è una linea guida generale,
tuttavia essendo al giorno d’oggi (2017) considerato il Jedismo una filosofia web-based la reale educazione dei minorenni,
fino al raggiungimento del grado di Jedi Grigio è un’esclusiva dei genitori.
Quindi l’ideale sarebbe che un apprendista abbia genitori Jedi.
Comunque tocca al maestro andare incontro alle esigenze dei genitori e dello studente,
l’affido esclusivo ad un maestro è sconsigliato (il tempio Jedi non è un’accademia militare).
Il matrimonio dei Jedi non è vietato, con l’eccezione del presidente del consiglio Jedi che dovrebbe fare voto di castità
(e del consiglio stesso in tempi particolarmente bui).
I gradi Jedi superiori a quello di Jedi Grigio sono rispettivamente: Cavaliere Jedi e Maestro Jedi.
L’innalzamento di grado a Cavaliere Jedi o a Maestro Jedi viene deciso da un consiglio di pari,
tutto quello che riguarda la disciplina Jedi
(inclusa questa linea guida) può essere confutata in qualsiasi momento da chiunque.
Nei limiti del possibile un consiglio sarà informato e chiamato a rispondere.

NEL TEMPIO

NEL TEMPIO

Voi cercate la religione giusta,
voi cercate la parola onesta,
voi cercate il maestro che vi guidi.
Voi cercate la fonte che vi disseti perché avete sete di spiritualità,
di perfezione, di pace.
Voi cercate la Verità nei cieli e sulla terra, sublimi segni della Verità eterna.
Quindi voi cercate la verità là dove non può esserci la verità,
ma solo i suoi segni, che rimangono muti.
Sta a voi leggerli. Questa possibilità non risiede in ciò che è fuori di voi,
ma in voi stessi (Gabriele Mandel)

Ogni sessione comincia con 5 minuti di meditazione Zen.
La meditazione Zen è quella che anticamente esercitavano i samurai e si fa risalire il
suo insegnamento direttamente al Buddha. Le sessioni di meditazione normalmente
possono durare svariare ore o addirittura giornate intere, ma qui si tratta di fare una
piccola introduzione, giusto per comprenderne le basi e capire le potenzialità delle
tecniche di meditazione (l’allievo se lo desidera potrà liberamente partecipare in
seguito a sessioni di meditazione intensive di gruppo oppure solitarie una volta che ha

appreso le tecniche).
Terminata la meditazione ci si dispone in cerchio, formando una catena immaginaria
e si pronuncia l”augurio :che la forza sia con voi

La catena per i Jedi ha un valore fortemente simbolico.

Ogni jedi è come un anello, tutti gli anelli hanno la stessa importanza, insieme
formano una catena. sono quindi simbolo di uguaglianza,nessuno è più importante
degli altri, il maestro più saggio vale quanto il padawan più inesperto,non esiste
differenza alcuna in base al sesso,all’etnia o alla condizione sociale. Allo stesso tempo
qualunque anello si dovesse rompere si romperebbe l’intera catena.
Per cui ognuno ha la massima importanza. Ne consegue che chi danneggia un Jedi
danneggia tutti i Jedi. Ma chi fa del bene a un jedi avrà la riconoscenza di tutta la
comunità.
Questo concetto che è di fondamentale importanza nella filosofia Jedi va
ulteriormente amplificato. Infatti si crede che fino al momento che un qualunque
essere umano che subisca una violenza ed un sopruso e le altre che semplicemente
hanno visto o ne sono venute a conoscenza non soffrano nella stessa identica
maniera, l’umanità sarà condannata a non evolversi.
Per questo essere un Jedi vuol dire essere un guardiano della pace e della
giustizia.
Vi è per il credente l’obbligo di aiutare il prossimo.
Nella filosofia jedi ogni essere umano va considerato come proprio fratello, non solo
i propri correligionari. Si tengono in considerazione insegnamenti come : “Non
uccidere “rivelato da DIO al profeta Mosè nella bibbia ebraica , ed altri come ad
esempio nel corano al profeta Maometto: sura 5-32 “chiunque uccide un innocente
e come avesse ucciso tutta l’umanità. Chiunque salva un innocente è come se

salva tutta l’umanità”.
La vita è sacra. Essere jedi significa amare la vita. Nessuno deve uccidere altri esseri
umani.
Questo è simboleggiato nelle tecniche di lotta, dove bisogna affrontare l’avversario
senza danneggiarlo, questo ha come significato interiore di non provocare nella vita
di ogni giorno danni verso gli altri esseri umani.

Dopo il saluto si passa alle esercitazioni, riscaldamento atletico, tecniche di
autodifesa con elementi presi da varie arti marziali (judo,karate, Aikido, eccetera…..)

ed in seguito studio delle tecniche di
spada laser:

La via della spada è una via alla conoscenza interiore,è considerata meditazione in
movimento. Bisogna arrivare a rendere le tecniche perfette ed efficaci senza che vi sia
spazio alcuno all’aggressività ed alla rabbia.


RABBIA,PAURA,VIOLENZA:SONO LORO IL LATO OSCURO!
VELOCI TI RAGGIUNGONO QUANDO COMBATTI!

Ogni volta che vi è un jedi che crede
all’interno del suo cuore vi è
il tempio più maestoso dell’intero universo.

Per motivi organizzativi le attività possono essere svolte anche in spazi all’aperto, o in
palestre. Ma ovunque vi è un jedi che insegna va considerato un tempio.

Le lezioni sono aperte a tutti ma è richiesto di comportarsi conformemente .
Divieto di bestemmiare,usare linguaggio scorretto, fumare o usare alcolici.
Rispetto per i maestri e per tutti gli allievi.
Le persone violente ed intolleranti non possono partecipare alle attività.

Terminata la sessione di spada laser si forma nuovamente la catena e si fa il saluto
Jedi:

CHE LA FORZA SIA CON TE!

NOTA: Da qualche mese è disponibile un server a scopo “tempio virtuale”.
Si tratta in pratica di una chat (IRC) dove poter parlare di Jedismo.
Il dominio di terzo livello del server è: 233qwtbxshk3he2a.myfritz.net (da aprire con un client IRC script) e la porta è: 6667 (si consiglia l’uso di XChat).

La Forza – il kerigma dello Jedi (copia)

La Forza – il kerigma dello Jedi

“Quando smetterai di adorare ed amare la brocca?
quando comincerai a cercare l’acqua ? RUMI *”

Il kyrie eleison della religione jedi è sì il dualismo bene-male,
lato chiaro della Forza-lato oscuro della Forza, Jedi-Sith,
ma l’invito è ad estendere il concetto oltre alla linearità della mente umana.
L’uomo ha messo piede sulla Luna si protende verso Marte e si espande oltre nello spazio,
ma la vita non è nello spazio “esteriore” ma in quello “interiore”.
Così poco sappiamo di noi stessi e così tanto siamo abituati a cercare “spazio vitale” (come disse Hitler)
fuori da quello che abbiamo già e proprio “sotto il nostro naso”!.
Per usare un eufemismo, siamo così impegnati a “comprare al mercato il vaso più bello e più grande,
da dimenticare che abbiamo un vuoto da riempire.”

Tuttavia non è indispensabile comprendere questo kerigma, la Forza vive comunque in noi.
Subiamo l’influenza della Forza anche se non la comprendiamo, così come la forza di gravità ci tiene con i piedi per terra.
Infondo le mele cadevano per terra anche prima della nascita di Newton.
Le cose, però, prima o poi vanno esplicitate, quindi cosa è la “Forza”?
Tralasciando il lato oscuro della Forza che “non è nelle intenzioni”,
la Forza è nell’uomo e nelle cose.
In una stella che splende nella notte nonostante tutto e nell’uomo il cui destino sembra quello di sopravvivere a tutto.

Chiarito questo il passo successivo (come comunità Jedi), a parer mio, è accettare quello che in più
occasioni si è convenuto dire in discussioni sul Jedismo, e cioè il bisogno di studiare le religioni.
Collegandomi però a quello che ho detto in precedenza (sul kerigma) bisognerebbe riempire “il vuoto” (che si è accumulato)
affidandoci a quello che potremmo chiamare “studio dei depositari” di ogni credo religioso.
Il mio parere è che la religione che non riesce ad “attingere dal proprio depositario” è una religione destinata a morire,
così come un albero che non riesce ad attingere acqua è destinato a seccare.
Tutte le religioni contengono il “quid” di cui il lato chiaro della Forza ha bisogno per entrare in noi.
Anche se non è facile da comprendere, ogni depositario perso equivale ad un arto perso da ogni Jedi.